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TORINO. E MILANO?

Sta sulle palle a tutti, è vero. Testacoda da autoscontro, flipper di lustrini, urbanistica soffocante, decibel di troppo, afa da Mekong. Cocktail troppo cari, snobismo gratuito, fighe che non la danno. E poi vogliono fregarci il Traffic , promosso dalle colonnine di tredicesima agli editoriali in prima pagina, questi pescecani quotati in borsa così diversi dai mecenati d'arte contemporanea. Milano riscuote ostilità persino nelle righe di Gabriele Ferraris, voce della città descritta su TorinoSette , che non risparmia sferzate polemiche nemmeno durante MITO Settembre Musica. Perché si tratta di soldi, in fondo, e parlarne di questi tempi è come tentare d'iniettare Geova alle fermate del bus: Milano rappresenta un immaginario più abbiente del nostro, vista la base demografica e il numero di investimenti esteri che attrae ancora oggi. Non solo: può vantare un'ottima percentuale di anglofoni, ed è proiettata verso traiettorie più europeiste delle nostre che spingono i p...