Forse la sparizione delle partiture risale all'avvento di reason, cubase, logic. Chissà qual'è la data esatta. Io immagino sia frutto della digitalizzazione iniziata nel secolo scorso, quel periodo gravido di tecnoentusiasmo in cui iniziammo a poter dire quasi tutto con 0 e 1. La traccia grafica dei suoni era medium per l'esecuzione, ostacolo all'approccio autodidatta, sbattimento laborioso ma obbligatorio verso la SIAE. Il pubblico dal canto suo se ne fregava cordialmente, e si vendevano più canzonieri per chitarra che composizioni di Heitor Villa-Lobos , ormai bistrattato dai diplomandi del Conservatorio e per giunta confuso col collega cileno. Insomma, lo spartito appariva inutile e nascosto come il precoce handicap di Beethoven. Una volta l'ho sognato. Si masturbava i capelli sconvolti quasi avesse i pidocchi e mi importunava per entrare al Puddhu: "Piacere, Ludvig. Sono sordo da quando avevo trent'anni e nessuno se n'è ancor...
Turin's night is the future's picture