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Visualizzazione dei post con l'etichetta germany

LAST BEACH STANDING / Club Der Visionaere

   E tu ci sei mai stato in un posto senza orologi? D ove la gente chiude gli occhi, e non sa più chi è? Adesso è domenica, o martedì, o sabato. Anzi, vado avanti senza guardare il cielo perchè l'acqua torbida rallenta l'arrivo. Sono a Berlino Est e l'unico a offrirmi qualcosa di illegale è un italiano, pensa un po', quando tutti sembrano reggere la notte solo con birra alle castagne. Fuori è una pedana di legno galleggiante illuminata dai baci rossi delle lampade agganciate agli alberi, mentre dentro c'è un ripostiglio vibrante dove sudare finchè i muscoli ti stanno dietro. In fondo in fondo, un siciliano pronto ad asciugarti la fame con una pizza che fa venire nostalgia di casa. Dicono che questo posto non chiuda mai. Forse è vero perchè qualcuno ha l'aria e i movimenti di chi si è pettinato due giorni prima per fare serata, ma non saprei dire. Certo è che assomiglia al rumore del n...

PARTY WILL NEVER END. KaterHolzig

Il KaterHolzig confina: • a nord con il verdeblu della Sprea; • a est con uno scheletro vestito a festa alto dieci piani; • a sud con uno slargo deserto che scoraggia turisti e imbucati; • a ovest con una stradina impronunciabile ma conosciutissima ai tassisti. Il Bar25 si è reincarnato qui, a due passi dal Maria , dopo che l'amministrazione berlinese ha fatto sloggiare tutti qualche mese fa. Forse l'hanno chiamato gatto di legno a posta. Per assicurargli nove vite prima di vederlo inghiottito dalla riqualificazione urbana, o forse perchè tutto è fatto di assi robuste che trasmettono vibrazioni piacevoli direttamente alle suole. Sembra una cittadella post-medioevale piena di risate, tintinnìo di vodka-mate e parole in tedesco, e anche se non lo parli e ci vai da solo puoi arrivare in metro fino Heinrich-Heine-Str . e scoprire che attaccare bottone è più semplice che decifrare il gioco di parole al contrario verniciate all'ingresso. Il cuore a due tempi di questo pres...

ANDATE A LAVORARE / Alle - Worker's Pearls

Hai attraversato chilometri da sola, fidandoti di racconti notturni altrui attendibili quanto le chiacchiere di un ubriaco. Hai trovato dei pezzi di carta che parlavano in crucco e hai voluto buttarti, fidandoti delle incognite. Hai preso la U-bahn fino ad Alexanderplatz per imbatterti nelle mappe dell'ufficio turistico e arrivare ad Ostbanhof insieme alle tue mani sudate di abbandono. E poi hai trovato un supermercato ovattato di bava di lumaca, e il buio ti ha guidato fino a lì, quel posto zeppo di i diomi inventati . Musica esplosa dai muri, puntine sbeccate e cocktail all'arancia lavica. Solo che era martedì pomeriggio , e dietro l'ingresso presieduto da due fanti addormentati hai visitato una notte simulata. Dentro c'era un tunnel di scontrini pagati coi marchi. Tracce di chi vede l'alba con le mani spaccate dal seltz, sacchi di plastica differenziata e occhi arrossati dal fumare altrui. E poi, proprio dietro un pilastro portante, un tappeto volante ...

BERGHAIN. No pics inside / Verboten Lights

Niente foto, niente specchi, qui l'immagine é un codice bandito quanto la vista é inutile. Parla solo il suono in questo relitto fatiscente, incrostato in fondo alla strada che sembra allungarsi in mezzo al nulla. La corda luminosa dei taxi é un guscio di lucciole, forse aspetta gli avanzi del millepiedi che marcia lentamente in avanti. Ovvero lontanissimo, nella bocca lattiginosa di quell'entità mitica di cui parlano tutti, con quel nome che ti si spezza nel palato come un rantolo. Siamo in silenzio, sospesi sul filo della domanda   ce la farò ad entrare? I cerberi alla porta decidono chi far passare o meno, ma nessuno sa come. Una volta dentro, il silenzio viene risucchiato insieme alle frequenze dei colori, e le pupille devono dilatarsi oltre il fumo. A parte i laser intermittenti, la consolle e il banco di regia sulla balconata, non c'è altra illuminazione, quindi è piu´che semplice perdersi nel budello di corridoi attorno alla pista. Sembra di stare in u...