Niente foto, niente specchi, qui l'immagine é un codice bandito quanto la vista é inutile. Parla solo il suono in questo relitto fatiscente, incrostato in fondo alla strada che sembra allungarsi in mezzo al nulla. La corda luminosa dei taxi é un guscio di lucciole, forse aspetta gli avanzi del millepiedi che marcia lentamente in avanti. Ovvero lontanissimo, nella bocca lattiginosa di quell'entità mitica di cui parlano tutti, con quel nome che ti si spezza nel palato come un rantolo. Siamo in silenzio, sospesi sul filo della domanda ce la farò ad entrare? I cerberi alla porta decidono chi far passare o meno, ma nessuno sa come. Una volta dentro, il silenzio viene risucchiato insieme alle frequenze dei colori, e le pupille devono dilatarsi oltre il fumo. A parte i laser intermittenti, la consolle e il banco di regia sulla balconata, non c'è altra illuminazione, quindi è piu´che semplice perdersi nel budello di corridoi attorno alla pista. Sembra di stare in u...
Turin's night is the future's picture