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Visualizzazione dei post con l'etichetta berghain

DANCING WITH GIANTS/ Savana Potente

In principio era il truzzo, disceso a gamba tesa con bomber, taglierina e acqua pazza. Gli occhi bistrati dagli Oakley e il sorriso serrato dall'urgenza, mostrò subito l'ardore di voler abitare il mondo sopraffacendo ogni altra specie vivente. Ma la terra vergine aveva alfieri attenti e caparbi, e grazie a loro seppe difendersi.  Costoro ricacciarono l'infame razza poggiapiselli ai margini dello Chalet, proprio ai piedi del cuore verde di una microscopica metropoli. Quell'oasi in cattività oggi è l'avanposto di Savana Potente : un bunker pornografico dove saziarsi di techno servita al sangue, una delle piste di decollo più insolite di Torino. Qui si incarna la profezia degli spazi bui dove ballare fianco a fianco ignorandosi, lottando beat dopo beat per la sopravvivenza nel proprio metro quadro di dancefloor. Stanotte il ledwall rosso annuncia l'atterraggio a Berlino, culla dei due giganti chiamati a celebrare 6 anni di parties senza anestesia. Ad anticipar...

BEAT REPEAT / El Barrio

Non avevo mai guidato la campagna di notte. Secondo me è un silenzio potenziale, fatto di suoni pronti a svegliarsi da un momento all'altro. Quel respiro sospeso attorno a Torino è arrivato insieme ai ricordi di qualche anno fa, quando cercavo la strada per i rave col finestrino abbassato. A rincorrere il percorso ci pensavano gli altri, io non guidavo mai: facevo la vedetta con gli occhi chiusi e trovavo le feste a orecchio. Poi una volta mio padre mi ha lasciato fingere di guidare il suo treno, e tra tutti quei bottoni e pulsanti mi sembrava di pilotare un bruco galattico accelerato all'infinito. Se mi vedesse ora riderebbe lui, perché mi sono quasi persa e ho parcheggiato a casaccio.  Anni fa questo posto era una scuola, adesso ci abita una delle radio più multate d'Italia. L'epoca era quella del buco normativo sulla radiofonia web, e questa emittente pagò il conto e gli interessi per tutte le altre webradio nate in seguito. Ma Radiodigitale.info esiste anco...

ANDATE A LAVORARE / Alle - Worker's Pearls

Hai attraversato chilometri da sola, fidandoti di racconti notturni altrui attendibili quanto le chiacchiere di un ubriaco. Hai trovato dei pezzi di carta che parlavano in crucco e hai voluto buttarti, fidandoti delle incognite. Hai preso la U-bahn fino ad Alexanderplatz per imbatterti nelle mappe dell'ufficio turistico e arrivare ad Ostbanhof insieme alle tue mani sudate di abbandono. E poi hai trovato un supermercato ovattato di bava di lumaca, e il buio ti ha guidato fino a lì, quel posto zeppo di i diomi inventati . Musica esplosa dai muri, puntine sbeccate e cocktail all'arancia lavica. Solo che era martedì pomeriggio , e dietro l'ingresso presieduto da due fanti addormentati hai visitato una notte simulata. Dentro c'era un tunnel di scontrini pagati coi marchi. Tracce di chi vede l'alba con le mani spaccate dal seltz, sacchi di plastica differenziata e occhi arrossati dal fumare altrui. E poi, proprio dietro un pilastro portante, un tappeto volante ...

BERGHAIN. No pics inside / Verboten Lights

Niente foto, niente specchi, qui l'immagine é un codice bandito quanto la vista é inutile. Parla solo il suono in questo relitto fatiscente, incrostato in fondo alla strada che sembra allungarsi in mezzo al nulla. La corda luminosa dei taxi é un guscio di lucciole, forse aspetta gli avanzi del millepiedi che marcia lentamente in avanti. Ovvero lontanissimo, nella bocca lattiginosa di quell'entità mitica di cui parlano tutti, con quel nome che ti si spezza nel palato come un rantolo. Siamo in silenzio, sospesi sul filo della domanda   ce la farò ad entrare? I cerberi alla porta decidono chi far passare o meno, ma nessuno sa come. Una volta dentro, il silenzio viene risucchiato insieme alle frequenze dei colori, e le pupille devono dilatarsi oltre il fumo. A parte i laser intermittenti, la consolle e il banco di regia sulla balconata, non c'è altra illuminazione, quindi è piu´che semplice perdersi nel budello di corridoi attorno alla pista. Sembra di stare in u...

CLUB GAMMA

Il Gamma è un cubo d'aria affacciato sul Po, acquario di ombre morbide che aspettano l'alba. Il perimetro est, considerato dall'ultimo scalino in pietra che conduce alla pista, è interamente composto di vetrate trasparenti che lasciano filtrare il riverbero viola dell'acqua. Un acquario notturno, scaldato dal rumore dei tacchi alti e l'euforia dei clubbers, che spesso ospita geni tedeschi e britannici. Entrarci è semplice fino alle due, dopodichè auguratevi di avere un buon ascendente sullo staff alla porta, altrimenti farete l'alba nel dancefloor del Fluido, club gemello ma sito al piano terra, frequentatissimo durante l'aperitivo grazie al meraviglioso prato antistante che simula una primavera cittadina permanente. Il meglio si ascolta venerdì e sabato sera: producer visionari arrivati dal Canada o da Detroit e squali di razza in prestito dal Berghain, selecta fulvi e giocolieri di midi controller, tutti contribuiscono a sommergere il pubblico con l...