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PARTY WILL NEVER END. KaterHolzig

Il KaterHolzig confina: • a nord con il verdeblu della Sprea; • a est con uno scheletro vestito a festa alto dieci piani; • a sud con uno slargo deserto che scoraggia turisti e imbucati; • a ovest con una stradina impronunciabile ma conosciutissima ai tassisti. Il Bar25 si è reincarnato qui, a due passi dal Maria , dopo che l'amministrazione berlinese ha fatto sloggiare tutti qualche mese fa. Forse l'hanno chiamato gatto di legno a posta. Per assicurargli nove vite prima di vederlo inghiottito dalla riqualificazione urbana, o forse perchè tutto è fatto di assi robuste che trasmettono vibrazioni piacevoli direttamente alle suole. Sembra una cittadella post-medioevale piena di risate, tintinnìo di vodka-mate e parole in tedesco, e anche se non lo parli e ci vai da solo puoi arrivare in metro fino Heinrich-Heine-Str . e scoprire che attaccare bottone è più semplice che decifrare il gioco di parole al contrario verniciate all'ingresso. Il cuore a due tempi di questo pres...

ANDATE A LAVORARE / Alle - Worker's Pearls

Hai attraversato chilometri da sola, fidandoti di racconti notturni altrui attendibili quanto le chiacchiere di un ubriaco. Hai trovato dei pezzi di carta che parlavano in crucco e hai voluto buttarti, fidandoti delle incognite. Hai preso la U-bahn fino ad Alexanderplatz per imbatterti nelle mappe dell'ufficio turistico e arrivare ad Ostbanhof insieme alle tue mani sudate di abbandono. E poi hai trovato un supermercato ovattato di bava di lumaca, e il buio ti ha guidato fino a lì, quel posto zeppo di i diomi inventati . Musica esplosa dai muri, puntine sbeccate e cocktail all'arancia lavica. Solo che era martedì pomeriggio , e dietro l'ingresso presieduto da due fanti addormentati hai visitato una notte simulata. Dentro c'era un tunnel di scontrini pagati coi marchi. Tracce di chi vede l'alba con le mani spaccate dal seltz, sacchi di plastica differenziata e occhi arrossati dal fumare altrui. E poi, proprio dietro un pilastro portante, un tappeto volante ...

BERGHAIN. No pics inside / Verboten Lights

Niente foto, niente specchi, qui l'immagine é un codice bandito quanto la vista é inutile. Parla solo il suono in questo relitto fatiscente, incrostato in fondo alla strada che sembra allungarsi in mezzo al nulla. La corda luminosa dei taxi é un guscio di lucciole, forse aspetta gli avanzi del millepiedi che marcia lentamente in avanti. Ovvero lontanissimo, nella bocca lattiginosa di quell'entità mitica di cui parlano tutti, con quel nome che ti si spezza nel palato come un rantolo. Siamo in silenzio, sospesi sul filo della domanda   ce la farò ad entrare? I cerberi alla porta decidono chi far passare o meno, ma nessuno sa come. Una volta dentro, il silenzio viene risucchiato insieme alle frequenze dei colori, e le pupille devono dilatarsi oltre il fumo. A parte i laser intermittenti, la consolle e il banco di regia sulla balconata, non c'è altra illuminazione, quindi è piu´che semplice perdersi nel budello di corridoi attorno alla pista. Sembra di stare in u...

STEREO / Club Gamma

Incontri qualcuno, gli devi spiegare chi sei, non ne hai voglia. E pensi a quanto sarebbe più facile scambiarsi dischi, dividere drink, spedirsi messaggi dopo aver scoperto un segreto. Per me essere amici è così. C erte volte succede per caso. Magari in una cucina fumosa, piena di bicchieri e pettegolezzi. Se ti va bene puoi occupare la sedia accanto a qualcuno che conosce il tuo alfabeto in anticipo. Se ti va meglio puoi perfino sorridere del fatto che nella tua città, nonostante le facce e i dj set avvicinino sempre le stesse persone, ci sia ancora chi scommette sul nome dell'ultimo arrivato. Domani notte Matteo Viani chiuderà la stagione del Gamma , una delle sorprese più grandi che Torino potesse farmi. Sarà il primo live set della sua vita , e ho promesso di essere sottocassa a sorridere. Ma ricordo benissimo cosa pensai appena mi strinse la mano, un mese fa. Sei bravo? Cosa suoni? Perchè dovrei ascoltare la tua musica? Hai qualcosa da dire, o vuoi solo giusti...

IL TEMPIO: PUDDHU BAR

Ci vai per perdere la memoria. O incontrare centauri metà barman metà scenografi, dj/impiegati o fotografe capaci di presentarsi agli esami dopo una notte tra spintoni e otturatori sbilenchi. Ha chiuso la stagione a giugno lasciando molti orfani insonni. É la lavatrice di Torino: inghiotte, sputa, centrifuga addosso urla e sudore altrui. E proprio come ogni macchina di lavaggio modula programmi a intensità variabile. • Bianchi e delicati: Xanax party Nato cinque anni detiene ancora il record di maggiore presenza femminile, brani introvabili e nostalgie anglofone. Eroi ed eroine che sfidano il caldo della frangetta e il magma dei cocktail, dove sfuggire alla noia ostentata dai poser si può, ma solo dall'alto del cubo. • Sintetici e colorati: China Surprise / Ex Wye Zed I collettivi del venerdì notte ti lavano via lo stress a suon di elettronica e visuals da videodrome. Dentro ci scappa di tutto, dai mostraculo ai festoni homemade ai sempre svegli, perchè l...

FIVE RULES TO SURVIVING AT NIGHT

1. Sposta il cassonetto (o impara a fartela a piedi).  Spesso qui a Torino ci si pente di aver raggiunto il centro in macchina. Sono in pochi a poter fare serata a bordo di una bicicletta, o persino a piedi. Chi arriva dalla provincia però può affidarsi al trasporto pubblico anziché arrivare su quattro ruote o contendersi un parcheggio a ceffoni (solo dalla Dora in poi però, niente paura). Chi può va in taxi, ma se volete un consiglio abituatevi ai tram: puntuali, veloci e ovviamente mai controllati dalla GTT. In bus almeno non ti sporchi la giacca per spostare il cassonetto e parcheggiare, eviti l'autoscontro mattutino e il dazio al parcheggiatore che se resta senza monetina ti autografa volentieri il cofano con una chiave. 2. Lascia a casa il tuo alfabeto (o porta i tappi per le orecchie) Di notte si parla con metà della cognizione diurna, un terzo del pudore e almeno l'80% d'immaginazione in più. Le lingue straniere diventano facili quanto giocat...

MURAZZI ALLAGATI? NESSUN PROBLEMA, AMICO

Far tardi qui a Torino significa imparare a nuotare. Metà dei posti che propongono invenzioni non sono underground, ma subacquei . Soprattutto se giugno, inspiegabilmente, non smette di inzaccherare la città con la pioggia. Se i Murazzi sono inaccessibili, può capitare che il dj del momento venga sottratto ai flutti annullando la serata, e tu debba ripiegare in corsa setacciando i profili facebook dei promoters. Più raramente capita il colpo di fortuna, o che l'alternativa sia gratis e a portata di mano. Venerdì 3 giugno è andata così: niente epifanie con Deadboy , ma un ottimo back in the day con Grandmaster Flash all' Infoaut festival del Parco Ruffini. Sarei potuta diventare madre solo respirando la carica di testosterone profusa nell'aria o accettando l'invito di questo armadio a sei ante Made in Texas (il tour manager. che mestiere infame, vero?) Invece ho immaginato il palasport come un sobborgo umido dove ascoltare il braccio sinistro di questo cinq...